Ivan Buttazzoni
Le aporie del desiderio

La parola pittorica non può indirizzarsi verso la razionalità del dire, deve lasciare che l’arrivo delle sensazioni del frammento, l’universo totale dell’intensificazione qualitativa, si faccia avanti e presenti le sue incredibili credenziali. Non può chiedere a questo universo una fissità rassicurante, una permanenza che garantisca leggibilità. Quello che può fare è attendere che il lento dipanarsi del dire diventi congrua risposta all’irripetibile che ritorna nella sua non sempre riscontrabile diversità. Gli scarti sono minimi, gli interstizi pure, non sembra che qualcosa si muova nell’architettura, eppure questo magnifico edificio cresce fuori di ogni immaginazione e misura. È fuori luogo che si interroghi il gesto nella speranza di venire a patti con il significato, cercando di carpirgli il segreto delle concatenazioni che continuo a vedere in movimento sotto i miei occhi, queste sono destinate a restare in massima parte ignote.

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Ivan Buttazzoni
Inferno

L’Inferno è il sogno di un tenero poeta. Non ci sono terribilismi estremi che non confortino e riconducano all’umanità mai scalfita da tutte le indicazioni sataniche. Se facciamo attenzione alle svariate comparse di rituali estremi, allo stiracchiarsi di provvedimenti artificiosi per brevi tratti, alla fine l’autore ci riconduce all’incontro primordiale di due corpi. Sì, incontro violento ma che dell’unione fa strumento di piacere per tutti anche per chi tale violenza la subisce vivendola come piacere estremo. L’acclimatazione infernale vera e propria non convince un lettore accomodante come chi scrive queste righe introduttive. Maghi e streghe, Satana e figliolanza, priori in tutt’altre faccende affaccendati, omicidi e maschere orripilanti, vengono tutti immersi in qualcosa che stempera l’atmosfera infernale in senso proprio, per come secoli di letteratura di settore ce l’ha suggerita, per affiorare alla superficie tratta su dalla forza dell’amore, che il tenero suggeritore non può fare a meno di metterci sotto gli occhi.

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Ivan Buttazzoni
Rembrandt e Pier Aldo Rovatti Pittura, metafora, cecità

La metafora ci allontana continuamente dal senso, nega ogni certezza, per cui possiamo considerarla soltanto portatrice di nostalgia.

Abitare la distanza è quello che apporta il malinconico Rembrandt e che rende comprensibile il surrealismo pittorico.

Come dice l’autore di questo libro la società non sa che farsene della filosofia, ma gli individui sono creature filosofiche costrette a celare gli appetiti del Tu.

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Giuliana Iaschi
L'assassinio di via Malcanton

Il lato oscuro di Trieste prende forma e sostanza nel romanzo di Giuliana Iaschi, pienamente calato nello scorrere della vita quotidiana, nella permanenza dei luoghi, nelle abitudini e nell'immaginario dei triestini di cui la letteratura e la poesia custodiscono l’essenza: la passeggiata sul molo e sulle Rive, la salita al colle di San Giusto lungo via Cattedrale o il parco della Rimembranza, le trattorie con le tradizionali offerte gastronomiche e i caffè, o il Carso e le strade di ingresso a Trieste che ne svelano la bellezza mano a mano che ci si avvicina, le escursioni sulle Alpi Giulie e in Austria, i fine settimana a Venezia; ma anche la mutevolezza delle stagioni che vestono la città di colori nuovi, l’atmosfera del Natale con i suoi riti culinari e il ritrovarsi delle famiglie, o l'autentica esuberanza del Carnevale.

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Scrivere n. 3

Ancora più avanti, ci avventuriamo nell’orizzonte editoriale italiano, senza dubbi sulla potenzialità delle scelte che i nostri autori propongono continuamente al pubblico. Lavoriamo sugli echi che le parole fanno risuonare nei nostri cuori e che riteniamo facciano altrettanto in quelli dei nostri lettori. Il futuro non potrebbe essere più bello una volta alimentato dalle speranze di chi vede crescere un fiore destinato a diffondere un eterno profumo. Ancora più avanti.

Fabiano Giovannoni
Stamina L'Inghilterra, il football, la vittoria

Questa è una storia che parla di football, e gli eroi dell’epopea sportiva narrata in queste pagine sono dei calciatori. Non i più forti di sempre, forse uno o due fuoriclasse. Difficilmente li troverete nelle classifiche dei campioni di ogni tempo, o ricordati come semidèi. Per coloro che si sono esaltati assistendo alle loro imprese, tuttavia (in special modo tra gli appassionati di football inglese della mia generazione), costituiscono tuttora il massimo esempio di calcio spettacolo, e di come una mentalità vincente possa sopperire ad evidenti lacune tecniche, portando al trionfo chi la possiede. Il segreto di questi team agguerriti non era per niente un segreto, ma il sistema più semplice e classico di giocare a pallone: ritmo, agonismo ed un incontrollabile desiderio di spedire la sfera dalle parti della porta avversaria, senza troppi calcoli, strategie ed altre meschinità del genere. In Inghilterra sono usi chiamare tutto questo “stamina”.

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Valeria Raeli
Miguel De Unamuno Problematiche e momenti della sua formazione culturale e politica

Questo libro è un’occasione. Spalanca una porta immaginaria, di una stanza senza muri, verso molti universi, fra loro interconnessi, in cui si svolge la battaglia eterna fra ragione e sentimento. Da questo conflitto, che è come un abbraccio tra amanti spergiuri, niente e nessuno rimane fuori. Non esiste rifugio capace di rendere immuni. La realtà irrompe continuamente nelle nostre illusioni e l’idealismo non smette mai di splendere nella caverna di qualsiasi meticolosa applicazione del raziocinio. Nessuna soluzione definitiva. L’estrema precarietà dell’esistenza si trova continuamente di fronte all’abisso del nulla. In questa tempesta ci facciamo spazio più o meno coscienti, più o meno passivi. Senza fari, ma in compagnia dell’avventura del pensiero, possiamo procedere indomiti, liberi di annegare nel golfo dei nostri errori e di vivere le suggestioni della follia insana, ma unica, dell’esistenza.

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Andrea Carretta
L'attacco dei ciberuomini Tricicli siderali

In questo incredibile libro, c’è di tutto, l’inusitato e il di già noto, la battaglia medievale e lo scontro interstellare, i robot più avveniristici, opportunamente catalogati per significatività d’impiego, e le scansioni del tempo, ora simili a quelli che conosciamo, ora del tutto impensabili. Ma la bellezza di una storia non è solo nella sua capacità di tenere avvinti, sta anche nell’essere scritta, cioè di rimanere impressa nella nostra memoria, ricordata, finendo, man mano che le pagine scorrono, per diventare qualcosa di familiare. I personaggi ci accompagnano, assumono via via una fisionomia sempre più precisa, scandita dalle vicende ma anche dalle singole parole che essi pronunciano, dai sottintesi che lasciano immaginare, dalle sorprese che preannunciano, dai risvolti impensabili della medesima storia, mai truculenta né orrifica, ma sempre garbata e raffinata.

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Emma Orlando
Diario di una sognatrice errante

Il mondo dei logici, accuratamente intenti a rivedere le bucce di quanto viene sentito e desiderato, non merita eccessiva attenzione, eppure è quello che viene di regola accettato come punto costante di riferimento e metro di giudizio. Cosa fa la nostra e la loro felicità? Forse il sapere di avere avuto ragione? E, poi, quale ragione? Quella di chi ha più argomenti di un altro? Oppure una ragione oggettiva, o pretesa tale? Non lo sappiamo. Da quale bene aspettare la felicità? Un bene materiale? un bene celeste? Continuiamo a non saperlo. Da quando i logici che ci sovrastano con la loro scienza sono stati in grado di sacrificarsi per la mia felicità? Nemmeno ne sospettano la possibilità. E poi che ce ne faremo di un sacrificio del genere? La vita e l’amore sono abitanti di un altro pianeta, il ragionamento e il sospetto vivono nei pressi dei cimiteri.

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Marisa Parenzan
Diario di bordo

Pirano

Chiudo gli occhi e penso a Pirano.
Vedo l’angelo che segna il vento
sull’alto campanile,
l’azzurro intenso del mare,
il verde degli orti, la scuola, i pomeriggi
trascorsi al mare.
Nelle fresche contrade rivedo
tanti volti familiari,
bimbi rumorosi e vivaci intenti a giocare.
Rivivo il tempo felice
di una gioiosa infanzia mai dimenticata.

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