Alessandro Castrovinci Grillo
Nel mondo della fantasia

Dalle sterminate distese dei suoi dieci anni, Alessandro ci fa conoscere questi racconti fantastici che ci trascinano in un mondo da favola ma, nello stesso tempo, inducono ad una coerenza sorprendente: da un lato i buoni, dall’altro i cattivi, e sono quasi sempre i primi a trionfare in definitiva. A contaminare un mondo di per se stesso felice, è proprio l’uomo. La rosa sfiorisce nelle sue mani, l’albero perde le sue foglie. I mostri pagliacci, proiezione spaventosa della cattiveria umana, alla fine periscono anch’essi e gli uccellini torneranno a cantare, i cani a ululare e anche le grida dei bambini nel parco troveranno il loro posto nel migliore dei mondi possibili. Anche i topolini, alleati dei tigrotti nello scontro con i cacciatori hanno la meglio sconfiggendoli senza ombra di dubbio, ancora una volta la pace, la buona compagnia sopravvive e guarda verso un futuro migliore.

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Ivan Buttazzoni
Asia Argento Creatura ardente

Prendiamo in mano questo libro convinti di trovare la celebrazione di un’icona. L’omaggio ad un’attrice, tanto amata quanto odiata dal pubblico del post-consumo. E invece, dopo qualche pagina, ci accorgiamo che non è questa l’operazione che Ivan intende fare. Nessuna celebrazione, ma una ricerca. Del bello e del brutto, delle contraddizioni e della coerenza, del fascino e della catarsi. Il pretesto è proprio Asia. E lo sono i suoi film, il mondo della regia del padre, decenni di cinema che si propone come diverso.

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Claudio Giombi
La mia strada nel bosco

Una vita d’artista, vissuta intensamente, illustrata e raccontata con disinvoltura in prosa e poesia. Dai fuochi di bivacco scout alle incertezze della paternità, dai palcoscenici dei teatri più importanti alle riflessioni in India sulla vita, dai Salotti artistici ai ritiri spirituali sulle colline di Muggia, alla ricerca d’una vocalità perduta. Affrontando l’emergenza del virus corona in una casa di riposo milanese e la rassegnazione di morire sorridendo.

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Charta Sporca 34 Festa

Non sarà stato il frutto di una decisione volontaria. L'esigenza di scrivere della festa deve essersi insinuata così, senza preamboli, strisciando tra gli altri argomenti, sgomitando alle nostre spalle. Lo si fiutava nell'aria: la festa appartiene al novero delle forme di vita comune che in questi ultimi anni abbiamo visto repentinamente declinare. Se non la capofila, essa è quanto meno la pubblica vedetta dei gesti politici più necessari: quelli compiuti senza scopo, per sé stessi, a tempo perso. Ne facciamo sempre meno (le felici eccezioni non sono certo mancate), ma i discorsi volti a condannarla sono sempre di più. Forse, il senso di una rivista è anche questo: far parlare ciò che, di volta in volta, sembra essere sul punto di scomparire, soffocato dalla tristezza e dal rancore che informano le nostre morali e le nostre sgangherate narrazioni mediatiche.

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Cristina Cortese
Tintu cu mori ... Come la pandemia ci ha cambiati

In questo suo ultimo lavoro, con l’ironia e il sarcasmo che contraddistinguono la sua scrittura, descrive come ogni aspetto del nostro vivere quotidiano sia stato, senza dubbio, rivoluzionato dal Covid–19. Da mesi sentiamo dire che ne usciremo migliori, ma ne siamo sicuri o semu cuminati peggio di prima?».

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So anch'io la virtù magica Memorie semiserie di una vita in palcoscenico

«Quando si arriva a un'età (sedici lustri) che pare adatta a tirare le somme di un proprio vissuto artistico, e si ritiene che di quel tanto, o poco, che si è raggiunto valga la pena di dire quanto, per ottenerlo, sia costato in fatica, sacrifici, dedizione, studio, passione, ma anche di dire le soddisfazioni, le emozioni, le gioie, la felicità che ha saputo regalare, ecco che ci arriva la narrazione ariosa ed emozionata di Fulvia Ciano - soprano triestina che in trent'anni di carriera ha mietuto innumerevoli successi e consensi di critica in Italia e all'estero - con un incipit da classico... dream come true: “Come e quando e, soprattutto, perché la mia vita ha preso questa direzione, e quale è stata la molla che ha fatto scattare improvvisamente in me la passione per la musica e per il canto (...) difficile dirlo, ma credo sia stata l'opera a venire a me e non il contrario”. A conferma che in arte non si sceglie, si viene scelti».

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Grazia Prestimonaco
Viaggio con la stella della sera Ταξίδι με τον Έσπερο

Traduzione del romanzo Ταξίδι με τον Έσπερο (Viaggio con la stella della sera) scritto da Anghelos Terzakis, uno dei maestri della “Generazione degli anni Trenta”. Viaggio con la stella della sera è un romanzo sul passaggio dall’adolescenza alla maturità e sulla scoperta dell’amore, in una prospettiva di mistero ed esaltazione della natura.

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Ivan Buttazzoni
Pier Aldo Rovatti e il Marchese de Sade

Il gigante Sade, vilipeso e sminuito, grazie a queste pagine risale la china dove era stato precipitato a forza, e ad aiutarlo, più che lo stesso Buttazzoni, è la grande riflessione filosofica di Rovatti, il suo ampio piglio onnicomprensivo, talmente attuale da esser capace, a volte, di precorrere i tempi. L’allievo non rivolge lo sguardo al maestro allo scopo di usarlo per ciò che gli concerne. Di che dovrebbe ricordarsi che non sia già suo? Parentele remote ma anche uniche, raccolte sotto la stessa insegna. Eppure non sotto la stessa coazione, ogni volta differente quest’ultima: tasselli e globalità non sono mai identici. Non coincidono né gli avvenimenti, fatto di per sé secondario, né i percorsi che gli avvenimenti resero operativi. Solo la riflessione senza steccati dell’allievo modifica e quindi proietta necessità differenti nella parola, ma è anche la parola che cresce e si allarga a visioni e a profondità penetrative impensabili.

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Charta Sporca 33 Apocalisse

Quando, sul finire del 2019, abbiamo deciso il tema da affrontare, mai avremmo pensato di trovarci faccia a faccia con una pandemia in grado di dare così tragicamente corpo ai fantasmi che stavamo evocando. Apocalisse virologica, climatica, economica, biblica... Sono molti i modi in cui è stato declinato il concetto, avendo sempre in mente il significato greco della parola: rivelazione. La questione si fa più interessante: cosa ci svelano le diverse apocalissi che ci si prospettano davanti? E quella che abbiamo appena sfiorato?

Amanda Balducci
La vita in una sinfonia di colori

In bilico sull’abisso delle grandi possibilità espressive, l’autrice insegue un sogno leggendario: sposare i colori dell’arte con quelli della poesia. Sì! Non ci stiamo sbagliando, perché anche la poesia ha i suoi colori che qui in queste pagine, sono chiamati a dar di conto gli uni degli altri. La felicità che insegue, raggiungendola, l’autrice, ha il colore del lampo, mille sfumature in essa si mischiano insieme, mentre il tempo inesorabilmente scandisce il suo tic tac, ben presto ricacciato indietro. Mille esperienze devono ancora essere vissute nell’arco di questa punta di spillo, da un lato il passato che non è più e dall’altro il futuro che deve ancora arrivare.

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Luana Jacini
Un pozzo nell'anima

C’è in queste pagine un mistero indicato ma non svelato, un dolore lasciato intravedere ma non messo in mostra, una profonda comprensione dei sentimenti – non comune sotto molto aspetti – che segna i punti miliari di un percorso di vita. L’amore in primo luogo, l’amore vissuto pienamente e poi, improvvisamente, con decisa cesura sedimentato dentro di sé come un tesoro sepolto di cui non si vuole neppure lasciare una mappa percorribile. La forza di una improvvisa rivisitazione, segno e insegnamento per molti isterismi che pullulano dappertutto intorno a noi, dirittura di sé e consegna per gli altri non potendo qui parlare di insegnamento vero e proprio. Sullo sfondo quelle visite notturne, angoscianti aggressioni – per il lettore fantasmi inconoscibili – facenti da contraltare ad una amatissima figura materna, troppo silenziosa, troppo remota per dirci qualcosa d’altro se non il possente amore di una figlia.

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Agostino Ricardi di Netro
Oleg Supereco

Oleg Supereco è un pittore, nell'accezione più pregnante e completa che si possa attribuire a questo termine. Uomo russo, poco più che quarantacinquenne, egli non è affatto interessato alla dimensione concettuale di cui si è ammantata la figura dell'artista nell'età contemporanea. Oleg non partecipa a convegni o a simposi, non scrive saggi teorici sul proprio pensiero e non svolge alcuna attività promozionale di sé o dell'opera sua; in generale, rifugge da ogni impegno che, in un modo o nell'altro, possa distoglierlo dal proprio fare: passa, pertanto, la gran parte del suo tempo a dipingere. È solo in forza di questa premessa che si comprende come egli abbia potuto firmare, nei primi trent'anni di attività, quasi mille opere pittoriche.

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Ivan Buttazzoni
Le aporie del desiderio

La parola pittorica non può indirizzarsi verso la razionalità del dire, deve lasciare che l’arrivo delle sensazioni del frammento, l’universo totale dell’intensificazione qualitativa, si faccia avanti e presenti le sue incredibili credenziali. Non può chiedere a questo universo una fissità rassicurante, una permanenza che garantisca leggibilità. Quello che può fare è attendere che il lento dipanarsi del dire diventi congrua risposta all’irripetibile che ritorna nella sua non sempre riscontrabile diversità. Gli scarti sono minimi, gli interstizi pure, non sembra che qualcosa si muova nell’architettura, eppure questo magnifico edificio cresce fuori di ogni immaginazione e misura. È fuori luogo che si interroghi il gesto nella speranza di venire a patti con il significato, cercando di carpirgli il segreto delle concatenazioni che continuo a vedere in movimento sotto i miei occhi, queste sono destinate a restare in massima parte ignote.

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Ivan Buttazzoni
Inferno

L’Inferno è il sogno di un tenero poeta. Non ci sono terribilismi estremi che non confortino e riconducano all’umanità mai scalfita da tutte le indicazioni sataniche. Se facciamo attenzione alle svariate comparse di rituali estremi, allo stiracchiarsi di provvedimenti artificiosi per brevi tratti, alla fine l’autore ci riconduce all’incontro primordiale di due corpi. Sì, incontro violento ma che dell’unione fa strumento di piacere per tutti anche per chi tale violenza la subisce vivendola come piacere estremo. L’acclimatazione infernale vera e propria non convince un lettore accomodante come chi scrive queste righe introduttive. Maghi e streghe, Satana e figliolanza, priori in tutt’altre faccende affaccendati, omicidi e maschere orripilanti, vengono tutti immersi in qualcosa che stempera l’atmosfera infernale in senso proprio, per come secoli di letteratura di settore ce l’ha suggerita, per affiorare alla superficie tratta su dalla forza dell’amore, che il tenero suggeritore non può fare a meno di metterci sotto gli occhi.

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Giuliana Iaschi
L'assassinio di via Malcanton

Il lato oscuro di Trieste prende forma e sostanza nel romanzo di Giuliana Iaschi, pienamente calato nello scorrere della vita quotidiana, nella permanenza dei luoghi, nelle abitudini e nell'immaginario dei triestini di cui la letteratura e la poesia custodiscono l’essenza: la passeggiata sul molo e sulle Rive, la salita al colle di San Giusto lungo via Cattedrale o il parco della Rimembranza, le trattorie con le tradizionali offerte gastronomiche e i caffè, o il Carso e le strade di ingresso a Trieste che ne svelano la bellezza mano a mano che ci si avvicina, le escursioni sulle Alpi Giulie e in Austria, i fine settimana a Venezia; ma anche la mutevolezza delle stagioni che vestono la città di colori nuovi, l’atmosfera del Natale con i suoi riti culinari e il ritrovarsi delle famiglie, o l'autentica esuberanza del Carnevale.

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Scrivere n. 3

Ancora più avanti, ci avventuriamo nell’orizzonte editoriale italiano, senza dubbi sulla potenzialità delle scelte che i nostri autori propongono continuamente al pubblico. Lavoriamo sugli echi che le parole fanno risuonare nei nostri cuori e che riteniamo facciano altrettanto in quelli dei nostri lettori. Il futuro non potrebbe essere più bello una volta alimentato dalle speranze di chi vede crescere un fiore destinato a diffondere un eterno profumo. Ancora più avanti.

Fabiano Giovannoni
Stamina L'Inghilterra, il football, la vittoria

Questa è una storia che parla di football, e gli eroi dell’epopea sportiva narrata in queste pagine sono dei calciatori. Non i più forti di sempre, forse uno o due fuoriclasse. Difficilmente li troverete nelle classifiche dei campioni di ogni tempo, o ricordati come semidèi. Per coloro che si sono esaltati assistendo alle loro imprese, tuttavia (in special modo tra gli appassionati di football inglese della mia generazione), costituiscono tuttora il massimo esempio di calcio spettacolo, e di come una mentalità vincente possa sopperire ad evidenti lacune tecniche, portando al trionfo chi la possiede. Il segreto di questi team agguerriti non era per niente un segreto, ma il sistema più semplice e classico di giocare a pallone: ritmo, agonismo ed un incontrollabile desiderio di spedire la sfera dalle parti della porta avversaria, senza troppi calcoli, strategie ed altre meschinità del genere. In Inghilterra sono usi chiamare tutto questo “stamina”.

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Valeria Raeli
Miguel De Unamuno Problematiche e momenti della sua formazione culturale e politica

Questo libro è un’occasione. Spalanca una porta immaginaria, di una stanza senza muri, verso molti universi, fra loro interconnessi, in cui si svolge la battaglia eterna fra ragione e sentimento. Da questo conflitto, che è come un abbraccio tra amanti spergiuri, niente e nessuno rimane fuori. Non esiste rifugio capace di rendere immuni. La realtà irrompe continuamente nelle nostre illusioni e l’idealismo non smette mai di splendere nella caverna di qualsiasi meticolosa applicazione del raziocinio. Nessuna soluzione definitiva. L’estrema precarietà dell’esistenza si trova continuamente di fronte all’abisso del nulla. In questa tempesta ci facciamo spazio più o meno coscienti, più o meno passivi. Senza fari, ma in compagnia dell’avventura del pensiero, possiamo procedere indomiti, liberi di annegare nel golfo dei nostri errori e di vivere le suggestioni della follia insana, ma unica, dell’esistenza.

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Andrea Carretta
L'attacco dei ciberuomini Tricicli siderali

In questo incredibile libro, c’è di tutto, l’inusitato e il di già noto, la battaglia medievale e lo scontro interstellare, i robot più avveniristici, opportunamente catalogati per significatività d’impiego, e le scansioni del tempo, ora simili a quelli che conosciamo, ora del tutto impensabili. Ma la bellezza di una storia non è solo nella sua capacità di tenere avvinti, sta anche nell’essere scritta, cioè di rimanere impressa nella nostra memoria, ricordata, finendo, man mano che le pagine scorrono, per diventare qualcosa di familiare. I personaggi ci accompagnano, assumono via via una fisionomia sempre più precisa, scandita dalle vicende ma anche dalle singole parole che essi pronunciano, dai sottintesi che lasciano immaginare, dalle sorprese che preannunciano, dai risvolti impensabili della medesima storia, mai truculenta né orrifica, ma sempre garbata e raffinata.

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Emma Orlando
Diario di una sognatrice errante

Il mondo dei logici, accuratamente intenti a rivedere le bucce di quanto viene sentito e desiderato, non merita eccessiva attenzione, eppure è quello che viene di regola accettato come punto costante di riferimento e metro di giudizio. Cosa fa la nostra e la loro felicità? Forse il sapere di avere avuto ragione? E, poi, quale ragione? Quella di chi ha più argomenti di un altro? Oppure una ragione oggettiva, o pretesa tale? Non lo sappiamo. Da quale bene aspettare la felicità? Un bene materiale? un bene celeste? Continuiamo a non saperlo. Da quando i logici che ci sovrastano con la loro scienza sono stati in grado di sacrificarsi per la mia felicità? Nemmeno ne sospettano la possibilità. E poi che ce ne faremo di un sacrificio del genere? La vita e l’amore sono abitanti di un altro pianeta, il ragionamento e il sospetto vivono nei pressi dei cimiteri.

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Marisa Parenzan
Diario di bordo

Pirano

Chiudo gli occhi e penso a Pirano.
Vedo l’angelo che segna il vento
sull’alto campanile,
l’azzurro intenso del mare,
il verde degli orti, la scuola, i pomeriggi
trascorsi al mare.
Nelle fresche contrade rivedo
tanti volti familiari,
bimbi rumorosi e vivaci intenti a giocare.
Rivivo il tempo felice
di una gioiosa infanzia mai dimenticata.

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Pierpaolo Welponer
Transumano troppo umano

Un pamphlet di denuncia dell'operazione in corso che nel segno dell'emergenza mira al dominio, all'assoggettamento e al controllo del genere umano.

Compralo su:

Abebooks

Charta Sporca 32 Fuori dal lavoro

In questo numero leggerai voci di denuncia, ascolterai le condizioni disastrose, umane ed economiche, in cui versano lavoratori di tutte le categorie e ceti. Un mosaico impietoso e raccontato dal di dentro dello sfacelo in cui versa il mondo del lavoro. Ma, diciamocelo, se fosse tutto qui il problema non sarebbe poi così interessante. In filigrana potrai veder emergere da queste pagine anche la lucida certezza che non c'è nessun dio, nessun partito, nessuna ideologia, che possano ascoltare e dare giustizia a questa denuncia, nessun aldilà in grado di portarle aiuto o redenzione. Una certezza che si sta tramutando in una nuova consapevolezza: tutti questi pezzi di specchio rotto, questi tasselli irricomponibili di vite alla deriva e precarie, possono, devono e vogliono unirsi, saldarsi in un "noi" che non esiste ancora, ma che - sotto le macerie di una cultura e di una società ormai in avanzato stato di decomposizione - iniziano lentamente ad aggregarsi, come molecole di una nuova forma di vita. Un "noi" di cui forse, chissà, senza saperlo fai già parte anche tu.

Pierpaolo Welponer
L'ultima chat

Che cos’è l’uomo? Chi siamo? In che guaio ci siamo cacciati? Come uscirne? Un lungo sguardo dalla preistoria al futuro terribile che ci si prospetta davanti disteso sull’abisso di un presente incerto e pieno di incertezze. Sul doppio registro della finzione teatrale e della trattazione esplicita, questo libro, scritto in un linguaggio accessibile e immediato, simula l’esperienza e le modalità del computer, dei social, della fruizione postmoderna della conoscenza.

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Scrivere n. 2

Eccoci qui, dopo un periodo che per noi è stato foriero di novità, di avventure.

In queste pagine ne diamo qualche assaggio. Abbiamo incontrato altri autori e assaporato l'incanto di parole nuove, di versi mai composti. Così ci arricchiamo di storie, poesie, interviste, contributi grazie ai nostri scrittori e lettori.

Luca Dardi
L'era del Leone rosso

Mi sembra che non al diletto chiamino queste pagine, quanto alla riflessione. Lì, nel chiuso delle Terre che potremmo considerare ‘altre’, c’è una logica ferrea che tutto spiega, sortilegi e gesti eroici si alternano con opportuno intreccio lasciandoci sbigottiti. È possibile tanta repentinità nelle decisioni e nelle sofferenze, nel dare e ricevere? Noi, da questo lato, siamo coscienti di una piccola parte delle esperienze di cui osserviamo l’evolversi, di altre non vediamo che il vano muoversi della figura nero o bianco vestita, del resto non abbiamo cura, se non a costo di una sofferta partecipazione. Ed è certo faccenda possibile, grazie ad un percorso ermeneutico che non mette conto illustrare qui in dettaglio ma che, detto tra parentesi, potrebbe essere una lettura in trasparenza, cioè una forma più attenta di interpretazione.

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Marisa Parenzan
Semplicità

In tante cose la vita ci assegna un ruolo, ma quello che cerchiamo con costanza e amore, spesso tarda a venire, soffocato da desideri di possesso e di potere. Molto più raramente si presenta nelle cose che sorgono davanti ai nostri occhi come un segno particolare, e questo segno è descritto magnificamente nei versi che proponiamo al lettore. La semplicità è questo segno.

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Sofia Cassanelli
Poiesis

Come sempre Sofia ci porta via, con incredibile leggerezza e forza, senza contrasti e senza sdolcinature, ci porta con sé in un mondo che continua a raccontare la sua storia lontana, mentre gli anni passano e il mondo sembra perdere sempre più di significato. Solo i poeti possono ritrovare il bandolo della matassa e tornare a tessere quel futuro che tutti angosciosamente continuiamo a desiderare.

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Efrem Tavecchi
La terza faccia della luna

Dolorose parole acerbe, in fila, una dopo l’altra, scarne e ridondanti nello stesso tempo, attente mentre vogliono sembrare trascurate, parole che parlano e non aspettano tacendo, parole che ripropongono l’eterno dilemma dell’esistenza: perché qui e non altrove? Leggerle e rileggerle, bisogna, queste poesie, appassionate e silenziose come se volessero tenere lontana una sensazione di vuoto, una profonda dilagante tendenza verso il nulla, perfino verso la negazione del proprio consistere in quanto visione melanconica del documentare, del ripetere le misurazioni stanche del perimetro dentro cui si consuma la vita nella sua quotidianità negativa.

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Eugenio Tabano
Il sentiero dei lupi

Nel raggiungere la gnosi, dopo tutto, il mio vero obiettivo è una conquista per la perdita, non un’acquisizione che migliori le mie presenti dolorose condizioni. Queste le affronto gestendo distanze e deglutendo affronti. Metabolizzo così il mio essere parte e non totalità, ed è da questo prodotto della specificazione che devo partire verso la realtà per dare vita a una radicale trasformazione di me stesso lottando contro ogni tentativo di omologazione dominatrice. Il luogo della perfezione è inafferrabile, non posso metterlo sotto il microscopio della conoscenza, è arbitrario e desolato, ha tutte le assurdità dell’attimo, della punta che non ha spazio ma ospita l’assoluto, l’intensificazione che non ha centro e nemmeno periferia. Si rimane sempre turbati di fronte a questa riflessione, inevitabile quando si sosta sul limitare di se stessi, indecisi se entrare dentro o continuare l’illusoria passeggiata nei territori del verosimile. E il vero? Un mistero inesauribilmente ricco, della cui enigmaticità molti parlano fissando gerarchie di penetrazione ridicole come tutte le tassonomie.

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Sofia Cassanelli
Il muso ispiratore Poesie

È dedicata ad Ulisse questa piccola raccolta di versi: Il muso ispiratore, così come a tutti quegli animaletti grandi e piccoli che rallegrano e riempiono di bellezza e amore le nostre vite umane sempre più inaridite e meccaniche che hanno dimenticato la grazia e la bellezza del vivere secondo natura...

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Eugenio Tabano
I fogli dell'arca

Eppure non mi piego, anche se non trovo la Religione del Cuore come prodotto di una Visione vera. L’imperterrito bisogno materialista mi fa indirizzare lo sguardo verso l’oggetto e solo quando quest’ultimo lo vedo primariamente in me stesso mi sento in grado di rialzare la testa e guardare verso l’alto. Non vedo le incredibili parusie che Tabano mi indica, forse non ho l’occhio abituato a visioni sufficientemente dettagliate, ma avverto il tentativo, cortese e lieve, che l’autore realizza in tutto questo libro. Da un lato vuole che io radichi bene i miei piedi sul terreno dell’intelletto e della conoscenza, lo gnostico mi è compagno di strada non avversario accecato dalla propria verità, poi mi prende per mano e mi indica quello che dovrei vedere con la stessa chiarezza con cui lo vede lui, non ci riesco. Ma se non altro non mi sento aggredito intellettualmente. E questo per me è una grande esperienza intellettuale.

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Ivan Buttazzoni
François Poesie erotiche

L’acqua divina dell’arte non abbisogna di spiegazioni. Non si può lavare l’acqua. Un’elaborazione poetica è anche un luogo fisico di produzione di senso filosofico, somma di incontri e scontri, ricordi e consapevolezze, oltre a quanto è dovuto al sogno e al desiderio. Anche tutto questo. Non tanto controllo puntuale, che viene rimandato alle occasioni specifiche della vita quotidiana, ma riscontro implicito, scuole, sistemi, tesi, posizioni, e tutto quello che sta dietro. Le incivilite miserie umane, i deliri, le cosiddette conquiste e lo sguardo fisso in avanti, senza più capacità di vedere. La poesia è azione?, non ancora o, almeno, non proprio. Realtà, relazione, questo sì.

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Scrivere n. 1

Ognuno di noi ha un manoscritto nel cassetto, ha fissato sulla carta pensieri affiorati in notti cariche di malinconia, risvegli colmi di tenerezza e desideri, momenti di riflessione.

Tutti abbiamo inventato personaggi e avventure straordinarie ripercorrendo incontri, incrociando tratti di volti e di storie, narrato ricordi o sognato di farlo.

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