Eleonora Marangi
Passi leggeri Poesie

Passi leggeri attraversano stanze chiuse e orizzonti aperti, esplorano il silenzio, il respiro dei luoghi, la materia fragile dei sentimenti e quella viva della natura.
Ogni poesia è un passaggio.

C’è un giardino che ritorna, un vento che chiama, una parola che inciampa e poi si accende.
C’è la vita nei suoi margini più quieti, nei dettagli che spesso non chiedono voce ma la meritano tutta.

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Roberto Maestri
I versi che non ho scritto

Un viaggio poetico che si muove come il mare: onde che tornano, immagini che affiorano, tracce che restano. In sei parti – sei rintocchi, sei movimenti – Roberto Maestri accompagna il lettore dentro un tempo che non scorre in linea retta, ma si raccoglie nell’istante e si accende verso l’infinito.

Qui nulla si racconta davvero: si accenna, si brucia, si lascia accadere. Un volto, una città, una ferita, una notte, tutto resta in bilico, come trattenuto un momento prima di dissolversi.

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Susanna Romanzi
Antares e i viaggi tra i Mondi Illustrazioni di Elisetta

Antares, il giorno del suo settimo compleanno, scoprirà che esistono molti mondi, visibili e invisibili, e che a volte basta chiudere gli occhi per attraversarli. Una fiaba sui sogni, l'amicizia e il coraggio di guardare oltre le apparenze.

Illustrazioni di Elisetta.

Dai 7 anni.


Susanna Romanzi, milanese di nascita, vive attualmente a Trieste. Ha lavorato per dieci anni nel mondo dell’educazione e negli ultimi anni ha scelto di esplorare i mondi della musica e della parola. Antares e i viaggi tra i Mondi è il suo primo libro.

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Mariano Tomatis
Il trucco magico di Leonardo Storia di un gioco di prestigio dall'Antica Roma ai Pokemon

Nella Roma del I secolo a.C., Gaio Scribonio Curione fa costruire due teatri rotanti. Di quell’invenzione restano poche righe, ma il suo enigma attraversa i secoli. Da Leonardo da Vinci, che tenta di decifrarne la logica, nasce una genealogia di giochi di prestigio che si dirama nei taccuini barocchi, nei gabinetti di curiosità e nelle scatole di magia, fino ai moderni gadget della cultura otaku. Il libro segue le metamorfosi di questa illusione in un viaggio tra archeologia, storia dell’arte e prestidigitazione, per restituire la potenza generativa di un’idea che, nata come enigma architettonico, ha alimentato secoli di invenzioni e meraviglie.

Marica Gervasio
Il tempo della felicità Come le emozioni influenzano la tua agenda

Mi chiamo Marica Gervasio, mi occupo di coaching e formazione e lavoro con le donne che molto spesso si trovano a rincorrere il tempo.

Se ti stai chiedendo: “Che cos’è esattamente il coaching?” ti rispondo subito!

Il coaching è un metodo che aiuta a osservarti da nuove angolazioni, a portare consapevolezza su come stai vivendo le tue giornate e a individuare, passo dopo passo, le tue risorse personali. È uno spazio in cui le domande contano più delle risposte, specie quelle preconfezionate, e in cui impari ad ascoltarti con più attenzione e senza giudizio.

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Arnaldo Roberto Romanzi
Sono Io pensieri in poesia

In queste pagine la parola diventa specchio, riflesso di un cammino interiore che attraversa il dolore, la memoria e la meraviglia dell'esistenza.

Le poesie di Roberto non cercano di compiacere, ma di dire: dire la vita così com’è, con la sua fragile grandezza e la sua luminosa semplicità.

La scrittura diventa rifugio e rivelazione, un modo per continuare a credere nella dignità dell’umano e nella possibilità di essere, finalmente, se stessi.

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AA. VV.
Charta Sporca n. 38

Chiudete gli occhi e leggeteci. O meglio, teneteli spalancati sotto le palpebre, quelle membrane che trattengono a malapena il malessere, o il piacere, traboccanti. Tutto, comprese queste poche parole che servono solo a farci incontrare, sorge nell’oscurità profonda e immensa del corpo che siamo.

Chiudete gli occhi ora, toccateci. Abbiamo cose da dirci che sono carezze, spinte, sporco da scambiarci attraverso le mani, pugni da stringere nella lotta, braccia che si cercano e allacciano per far fronte comune contro chi ci vorrebbe privi di qualsiasi traccia di vita, simili alle macchine perfettamente controllate dall’IA che lavorano in silenzio nel buio delle dark factories. Immaginate ora questo buio spettrale incendiato da un rave, da una festa di corpi, di giovani che si ribellano al pensiero calcolante di cui parlano i critici della tecnologia moderna. Immaginate un incendio solare che, dal fondo nero delle fabbriche a luci spente a cui vorrebbero ridurci i discorsi egemoni, illumini invece a giorno quanto poco di “virtuale” c’è nella povertà, nella miseria sociale e nel fascismo che dilagano oggi nella politica interna e mondiale; quanto non ci sia nulla di “impalpabile” nel disagio che tutti proviamo nell’abitare un mondo sempre più competitivo, armati solo di una benda sugli occhi e di un coltello tra i denti per pugnalare i nostri amici.

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Fiorella Frandolic
Quando se ne andò l'infanzia poesie

Questa raccolta di versi non è soltanto la narrazione di ciò che l’autrice sperimenta nel proprio cuore ma è una storia che va letta con soavità, che si appoggia al tempo come rifugio sicuro e via di uscita di un mondo difficile da vivere, oggi sempre più concentrato sull’individuo.

Fiorella Frandolic ci offre queste sue poesie su un vassoio d’argento, con una chiave di lettura limpida e trasparente, con tutti gli strumenti per una attiva comprensione e una lucida riflessione sul suo mondo.

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AA VV
Curare la felicità Laboratorio di lettura e scrittura con Patrizia Rigoni

Curare è un verbo che si scioglie nelle nostre vite, negli affetti da cui siamo circondati, nella voglia di curare il nostro tempo, nella cura dei nostri animali, persino nella cura degli oggetti che ci circondano. E se curare è già parola forte, la parola felicità lo è ancora di più.

L’obiettivo di questo laboratorio, ciò che volevamo condividere e affrontare, era come imparare a tenerla vicina, la felicità, come darle attenzione, proteggerla come la cosa più preziosa che abbiamo, anche quando sembra che la nostra vita venga colpita dagli uragani.

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Alessandro Paronuzzi
Minime inquietudini Senza sottotitolo

Perché tenere un diario?
Fare scrittura della propria vita è una maniera per vivere due volte e per rendere più ricca ogni giornata. Passando dalla memoria alla pagina in qualche misura il mio patrimonio di vita perde la sua appartenenza e diventa di tutti: almeno, di quello sparuto drappello di amici lettori che hanno assunto l’abitudine di seguirmi. Tenere un diario è anche prendere un poco di distanza da se stessi, sdrammatizzare da una parte e rendere grazie dall’altra verso le piccole pepite che ogni giornata ti offre e che troppo spesso sottovalutiamo o diamo per scontate.

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