Grazia Prestimonaco
Viaggio con la stella della sera Ταξίδι με τον Έσπερο

Traduzione del romanzo Ταξίδι με τον Έσπερο (Viaggio con la stella della sera) scritto da Anghelos Terzakis, uno dei maestri della “Generazione degli anni Trenta”. Viaggio con la stella della sera è un romanzo sul passaggio dall’adolescenza alla maturità e sulla scoperta dell’amore, in una prospettiva di mistero ed esaltazione della natura.

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Ivan Buttazzoni
Pier Aldo Rovatti e il Marchese de Sade

Il gigante Sade, vilipeso e sminuito, grazie a queste pagine risale la china dove era stato precipitato a forza, e ad aiutarlo, più che lo stesso Buttazzoni, è la grande riflessione filosofica di Rovatti, il suo ampio piglio onnicomprensivo, talmente attuale da esser capace, a volte, di precorrere i tempi. L’allievo non rivolge lo sguardo al maestro allo scopo di usarlo per ciò che gli concerne. Di che dovrebbe ricordarsi che non sia già suo? Parentele remote ma anche uniche, raccolte sotto la stessa insegna. Eppure non sotto la stessa coazione, ogni volta differente quest’ultima: tasselli e globalità non sono mai identici. Non coincidono né gli avvenimenti, fatto di per sé secondario, né i percorsi che gli avvenimenti resero operativi. Solo la riflessione senza steccati dell’allievo modifica e quindi proietta necessità differenti nella parola, ma è anche la parola che cresce e si allarga a visioni e a profondità penetrative impensabili.

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Charta Sporca 33 Apocalisse

Quando, sul finire del 2019, abbiamo deciso il tema da affrontare, mai avremmo pensato di trovarci faccia a faccia con una pandemia in grado di dare così tragicamente corpo ai fantasmi che stavamo evocando. Apocalisse virologica, climatica, economica, biblica... Sono molti i modi in cui è stato declinato il concetto, avendo sempre in mente il significato greco della parola: rivelazione. La questione si fa più interessante: cosa ci svelano le diverse apocalissi che ci si prospettano davanti? E quella che abbiamo appena sfiorato?

Amanda Balducci
La vita in una sinfonia di colori

In bilico sull’abisso delle grandi possibilità espressive, l’autrice insegue un sogno leggendario: sposare i colori dell’arte con quelli della poesia. Sì! Non ci stiamo sbagliando, perché anche la poesia ha i suoi colori che qui in queste pagine, sono chiamati a dar di conto gli uni degli altri. La felicità che insegue, raggiungendola, l’autrice, ha il colore del lampo, mille sfumature in essa si mischiano insieme, mentre il tempo inesorabilmente scandisce il suo tic tac, ben presto ricacciato indietro. Mille esperienze devono ancora essere vissute nell’arco di questa punta di spillo, da un lato il passato che non è più e dall’altro il futuro che deve ancora arrivare.

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Luana Jacini
Un pozzo nell'anima

C’è in queste pagine un mistero indicato ma non svelato, un dolore lasciato intravedere ma non messo in mostra, una profonda comprensione dei sentimenti – non comune sotto molto aspetti – che segna i punti miliari di un percorso di vita. L’amore in primo luogo, l’amore vissuto pienamente e poi, improvvisamente, con decisa cesura sedimentato dentro di sé come un tesoro sepolto di cui non si vuole neppure lasciare una mappa percorribile. La forza di una improvvisa rivisitazione, segno e insegnamento per molti isterismi che pullulano dappertutto intorno a noi, dirittura di sé e consegna per gli altri non potendo qui parlare di insegnamento vero e proprio. Sullo sfondo quelle visite notturne, angoscianti aggressioni – per il lettore fantasmi inconoscibili – facenti da contraltare ad una amatissima figura materna, troppo silenziosa, troppo remota per dirci qualcosa d’altro se non il possente amore di una figlia.

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Agostino Ricardi di Netro
Oleg Supereco

Oleg Supereco è un pittore, nell'accezione più pregnante e completa che si possa attribuire a questo termine. Uomo russo, poco più che quarantacinquenne, egli non è affatto interessato alla dimensione concettuale di cui si è ammantata la figura dell'artista nell'età contemporanea. Oleg non partecipa a convegni o a simposi, non scrive saggi teorici sul proprio pensiero e non svolge alcuna attività promozionale di sé o dell'opera sua; in generale, rifugge da ogni impegno che, in un modo o nell'altro, possa distoglierlo dal proprio fare: passa, pertanto, la gran parte del suo tempo a dipingere. È solo in forza di questa premessa che si comprende come egli abbia potuto firmare, nei primi trent'anni di attività, quasi mille opere pittoriche.

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Ivan Buttazzoni
Le aporie del desiderio

La parola pittorica non può indirizzarsi verso la razionalità del dire, deve lasciare che l’arrivo delle sensazioni del frammento, l’universo totale dell’intensificazione qualitativa, si faccia avanti e presenti le sue incredibili credenziali. Non può chiedere a questo universo una fissità rassicurante, una permanenza che garantisca leggibilità. Quello che può fare è attendere che il lento dipanarsi del dire diventi congrua risposta all’irripetibile che ritorna nella sua non sempre riscontrabile diversità. Gli scarti sono minimi, gli interstizi pure, non sembra che qualcosa si muova nell’architettura, eppure questo magnifico edificio cresce fuori di ogni immaginazione e misura. È fuori luogo che si interroghi il gesto nella speranza di venire a patti con il significato, cercando di carpirgli il segreto delle concatenazioni che continuo a vedere in movimento sotto i miei occhi, queste sono destinate a restare in massima parte ignote.

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Ivan Buttazzoni
Inferno

L’Inferno è il sogno di un tenero poeta. Non ci sono terribilismi estremi che non confortino e riconducano all’umanità mai scalfita da tutte le indicazioni sataniche. Se facciamo attenzione alle svariate comparse di rituali estremi, allo stiracchiarsi di provvedimenti artificiosi per brevi tratti, alla fine l’autore ci riconduce all’incontro primordiale di due corpi. Sì, incontro violento ma che dell’unione fa strumento di piacere per tutti anche per chi tale violenza la subisce vivendola come piacere estremo. L’acclimatazione infernale vera e propria non convince un lettore accomodante come chi scrive queste righe introduttive. Maghi e streghe, Satana e figliolanza, priori in tutt’altre faccende affaccendati, omicidi e maschere orripilanti, vengono tutti immersi in qualcosa che stempera l’atmosfera infernale in senso proprio, per come secoli di letteratura di settore ce l’ha suggerita, per affiorare alla superficie tratta su dalla forza dell’amore, che il tenero suggeritore non può fare a meno di metterci sotto gli occhi.

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Giuliana Iaschi
L'assassinio di via Malcanton

Il lato oscuro di Trieste prende forma e sostanza nel romanzo di Giuliana Iaschi, pienamente calato nello scorrere della vita quotidiana, nella permanenza dei luoghi, nelle abitudini e nell'immaginario dei triestini di cui la letteratura e la poesia custodiscono l’essenza: la passeggiata sul molo e sulle Rive, la salita al colle di San Giusto lungo via Cattedrale o il parco della Rimembranza, le trattorie con le tradizionali offerte gastronomiche e i caffè, o il Carso e le strade di ingresso a Trieste che ne svelano la bellezza mano a mano che ci si avvicina, le escursioni sulle Alpi Giulie e in Austria, i fine settimana a Venezia; ma anche la mutevolezza delle stagioni che vestono la città di colori nuovi, l’atmosfera del Natale con i suoi riti culinari e il ritrovarsi delle famiglie, o l'autentica esuberanza del Carnevale.

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Scrivere n. 3

Ancora più avanti, ci avventuriamo nell’orizzonte editoriale italiano, senza dubbi sulla potenzialità delle scelte che i nostri autori propongono continuamente al pubblico. Lavoriamo sugli echi che le parole fanno risuonare nei nostri cuori e che riteniamo facciano altrettanto in quelli dei nostri lettori. Il futuro non potrebbe essere più bello una volta alimentato dalle speranze di chi vede crescere un fiore destinato a diffondere un eterno profumo. Ancora più avanti.