Charta Sporca 34 Festa

Non sarà stato il frutto di una decisione volontaria. L'esigenza di scrivere della festa deve essersi insinuata così, senza preamboli, strisciando tra gli altri argomenti, sgomitando alle nostre spalle. Lo si fiutava nell'aria: la festa appartiene al novero delle forme di vita comune che in questi ultimi anni abbiamo visto repentinamente declinare. Se non la capofila, essa è quanto meno la pubblica vedetta dei gesti politici più necessari: quelli compiuti senza scopo, per sé stessi, a tempo perso. Ne facciamo sempre meno (le felici eccezioni non sono certo mancate), ma i discorsi volti a condannarla sono sempre di più. Forse, il senso di una rivista è anche questo: far parlare ciò che, di volta in volta, sembra essere sul punto di scomparire, soffocato dalla tristezza e dal rancore che informano le nostre morali e le nostre sgangherate narrazioni mediatiche.

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Charta Sporca 33 Apocalisse

Quando, sul finire del 2019, abbiamo deciso il tema da affrontare, mai avremmo pensato di trovarci faccia a faccia con una pandemia in grado di dare così tragicamente corpo ai fantasmi che stavamo evocando. Apocalisse virologica, climatica, economica, biblica... Sono molti i modi in cui è stato declinato il concetto, avendo sempre in mente il significato greco della parola: rivelazione. La questione si fa più interessante: cosa ci svelano le diverse apocalissi che ci si prospettano davanti? E quella che abbiamo appena sfiorato?

Scrivere n. 3

Ancora più avanti, ci avventuriamo nell’orizzonte editoriale italiano, senza dubbi sulla potenzialità delle scelte che i nostri autori propongono continuamente al pubblico. Lavoriamo sugli echi che le parole fanno risuonare nei nostri cuori e che riteniamo facciano altrettanto in quelli dei nostri lettori. Il futuro non potrebbe essere più bello una volta alimentato dalle speranze di chi vede crescere un fiore destinato a diffondere un eterno profumo. Ancora più avanti.

Charta Sporca 32 Fuori dal lavoro

In questo numero leggerai voci di denuncia, ascolterai le condizioni disastrose, umane ed economiche, in cui versano lavoratori di tutte le categorie e ceti. Un mosaico impietoso e raccontato dal di dentro dello sfacelo in cui versa il mondo del lavoro. Ma, diciamocelo, se fosse tutto qui il problema non sarebbe poi così interessante. In filigrana potrai veder emergere da queste pagine anche la lucida certezza che non c'è nessun dio, nessun partito, nessuna ideologia, che possano ascoltare e dare giustizia a questa denuncia, nessun aldilà in grado di portarle aiuto o redenzione. Una certezza che si sta tramutando in una nuova consapevolezza: tutti questi pezzi di specchio rotto, questi tasselli irricomponibili di vite alla deriva e precarie, possono, devono e vogliono unirsi, saldarsi in un "noi" che non esiste ancora, ma che - sotto le macerie di una cultura e di una società ormai in avanzato stato di decomposizione - iniziano lentamente ad aggregarsi, come molecole di una nuova forma di vita. Un "noi" di cui forse, chissà, senza saperlo fai già parte anche tu.

Scrivere n. 2

Eccoci qui, dopo un periodo che per noi è stato foriero di novità, di avventure.

In queste pagine ne diamo qualche assaggio. Abbiamo incontrato altri autori e assaporato l'incanto di parole nuove, di versi mai composti. Così ci arricchiamo di storie, poesie, interviste, contributi grazie ai nostri scrittori e lettori.

Scrivere n. 1

Ognuno di noi ha un manoscritto nel cassetto, ha fissato sulla carta pensieri affiorati in notti cariche di malinconia, risvegli colmi di tenerezza e desideri, momenti di riflessione.

Tutti abbiamo inventato personaggi e avventure straordinarie ripercorrendo incontri, incrociando tratti di volti e di storie, narrato ricordi o sognato di farlo.

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