Grazia Prestimonaco
Viaggio con la stella della sera Ταξίδι με τον Έσπερο

Traduzione del romanzo Ταξίδι με τον Έσπερο (Viaggio con la stella della sera) scritto da Anghelos Terzakis, uno dei maestri della “Generazione degli anni Trenta”. Viaggio con la stella della sera è un romanzo sul passaggio dall’adolescenza alla maturità e sulla scoperta dell’amore, in una prospettiva di mistero ed esaltazione della natura.

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Ivan Buttazzoni
Pier Aldo Rovatti e il Marchese de Sade

Il gigante Sade, vilipeso e sminuito, grazie a queste pagine risale la china dove era stato precipitato a forza, e ad aiutarlo, più che lo stesso Buttazzoni, è la grande riflessione filosofica di Rovatti, il suo ampio piglio onnicomprensivo, talmente attuale da esser capace, a volte, di precorrere i tempi. L’allievo non rivolge lo sguardo al maestro allo scopo di usarlo per ciò che gli concerne. Di che dovrebbe ricordarsi che non sia già suo? Parentele remote ma anche uniche, raccolte sotto la stessa insegna. Eppure non sotto la stessa coazione, ogni volta differente quest’ultima: tasselli e globalità non sono mai identici. Non coincidono né gli avvenimenti, fatto di per sé secondario, né i percorsi che gli avvenimenti resero operativi. Solo la riflessione senza steccati dell’allievo modifica e quindi proietta necessità differenti nella parola, ma è anche la parola che cresce e si allarga a visioni e a profondità penetrative impensabili.

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Luana Jacini
Un pozzo nell'anima

C’è in queste pagine un mistero indicato ma non svelato, un dolore lasciato intravedere ma non messo in mostra, una profonda comprensione dei sentimenti – non comune sotto molto aspetti – che segna i punti miliari di un percorso di vita. L’amore in primo luogo, l’amore vissuto pienamente e poi, improvvisamente, con decisa cesura sedimentato dentro di sé come un tesoro sepolto di cui non si vuole neppure lasciare una mappa percorribile. La forza di una improvvisa rivisitazione, segno e insegnamento per molti isterismi che pullulano dappertutto intorno a noi, dirittura di sé e consegna per gli altri non potendo qui parlare di insegnamento vero e proprio. Sullo sfondo quelle visite notturne, angoscianti aggressioni – per il lettore fantasmi inconoscibili – facenti da contraltare ad una amatissima figura materna, troppo silenziosa, troppo remota per dirci qualcosa d’altro se non il possente amore di una figlia.

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Agostino Ricardi di Netro
Oleg Supereco

Oleg Supereco è un pittore, nell'accezione più pregnante e completa che si possa attribuire a questo termine. Uomo russo, poco più che quarantacinquenne, egli non è affatto interessato alla dimensione concettuale di cui si è ammantata la figura dell'artista nell'età contemporanea. Oleg non partecipa a convegni o a simposi, non scrive saggi teorici sul proprio pensiero e non svolge alcuna attività promozionale di sé o dell'opera sua; in generale, rifugge da ogni impegno che, in un modo o nell'altro, possa distoglierlo dal proprio fare: passa, pertanto, la gran parte del suo tempo a dipingere. È solo in forza di questa premessa che si comprende come egli abbia potuto firmare, nei primi trent'anni di attività, quasi mille opere pittoriche.

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Ivan Buttazzoni
Le aporie del desiderio

La parola pittorica non può indirizzarsi verso la razionalità del dire, deve lasciare che l’arrivo delle sensazioni del frammento, l’universo totale dell’intensificazione qualitativa, si faccia avanti e presenti le sue incredibili credenziali. Non può chiedere a questo universo una fissità rassicurante, una permanenza che garantisca leggibilità. Quello che può fare è attendere che il lento dipanarsi del dire diventi congrua risposta all’irripetibile che ritorna nella sua non sempre riscontrabile diversità. Gli scarti sono minimi, gli interstizi pure, non sembra che qualcosa si muova nell’architettura, eppure questo magnifico edificio cresce fuori di ogni immaginazione e misura. È fuori luogo che si interroghi il gesto nella speranza di venire a patti con il significato, cercando di carpirgli il segreto delle concatenazioni che continuo a vedere in movimento sotto i miei occhi, queste sono destinate a restare in massima parte ignote.

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Ivan Buttazzoni
Inferno

L’Inferno è il sogno di un tenero poeta. Non ci sono terribilismi estremi che non confortino e riconducano all’umanità mai scalfita da tutte le indicazioni sataniche. Se facciamo attenzione alle svariate comparse di rituali estremi, allo stiracchiarsi di provvedimenti artificiosi per brevi tratti, alla fine l’autore ci riconduce all’incontro primordiale di due corpi. Sì, incontro violento ma che dell’unione fa strumento di piacere per tutti anche per chi tale violenza la subisce vivendola come piacere estremo. L’acclimatazione infernale vera e propria non convince un lettore accomodante come chi scrive queste righe introduttive. Maghi e streghe, Satana e figliolanza, priori in tutt’altre faccende affaccendati, omicidi e maschere orripilanti, vengono tutti immersi in qualcosa che stempera l’atmosfera infernale in senso proprio, per come secoli di letteratura di settore ce l’ha suggerita, per affiorare alla superficie tratta su dalla forza dell’amore, che il tenero suggeritore non può fare a meno di metterci sotto gli occhi.

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Giuliana Iaschi
L'assassinio di via Malcanton

Il lato oscuro di Trieste prende forma e sostanza nel romanzo di Giuliana Iaschi, pienamente calato nello scorrere della vita quotidiana, nella permanenza dei luoghi, nelle abitudini e nell'immaginario dei triestini di cui la letteratura e la poesia custodiscono l’essenza: la passeggiata sul molo e sulle Rive, la salita al colle di San Giusto lungo via Cattedrale o il parco della Rimembranza, le trattorie con le tradizionali offerte gastronomiche e i caffè, o il Carso e le strade di ingresso a Trieste che ne svelano la bellezza mano a mano che ci si avvicina, le escursioni sulle Alpi Giulie e in Austria, i fine settimana a Venezia; ma anche la mutevolezza delle stagioni che vestono la città di colori nuovi, l’atmosfera del Natale con i suoi riti culinari e il ritrovarsi delle famiglie, o l'autentica esuberanza del Carnevale.

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Fabiano Giovannoni
Stamina L'Inghilterra, il football, la vittoria

Questa è una storia che parla di football, e gli eroi dell’epopea sportiva narrata in queste pagine sono dei calciatori. Non i più forti di sempre, forse uno o due fuoriclasse. Difficilmente li troverete nelle classifiche dei campioni di ogni tempo, o ricordati come semidèi. Per coloro che si sono esaltati assistendo alle loro imprese, tuttavia (in special modo tra gli appassionati di football inglese della mia generazione), costituiscono tuttora il massimo esempio di calcio spettacolo, e di come una mentalità vincente possa sopperire ad evidenti lacune tecniche, portando al trionfo chi la possiede. Il segreto di questi team agguerriti non era per niente un segreto, ma il sistema più semplice e classico di giocare a pallone: ritmo, agonismo ed un incontrollabile desiderio di spedire la sfera dalle parti della porta avversaria, senza troppi calcoli, strategie ed altre meschinità del genere. In Inghilterra sono usi chiamare tutto questo “stamina”.

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Valeria Raeli
Miguel De Unamuno Problematiche e momenti della sua formazione culturale e politica

Questo libro è un’occasione. Spalanca una porta immaginaria, di una stanza senza muri, verso molti universi, fra loro interconnessi, in cui si svolge la battaglia eterna fra ragione e sentimento. Da questo conflitto, che è come un abbraccio tra amanti spergiuri, niente e nessuno rimane fuori. Non esiste rifugio capace di rendere immuni. La realtà irrompe continuamente nelle nostre illusioni e l’idealismo non smette mai di splendere nella caverna di qualsiasi meticolosa applicazione del raziocinio. Nessuna soluzione definitiva. L’estrema precarietà dell’esistenza si trova continuamente di fronte all’abisso del nulla. In questa tempesta ci facciamo spazio più o meno coscienti, più o meno passivi. Senza fari, ma in compagnia dell’avventura del pensiero, possiamo procedere indomiti, liberi di annegare nel golfo dei nostri errori e di vivere le suggestioni della follia insana, ma unica, dell’esistenza.

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Andrea Carretta
L'attacco dei ciberuomini Tricicli siderali

In questo incredibile libro, c’è di tutto, l’inusitato e il di già noto, la battaglia medievale e lo scontro interstellare, i robot più avveniristici, opportunamente catalogati per significatività d’impiego, e le scansioni del tempo, ora simili a quelli che conosciamo, ora del tutto impensabili. Ma la bellezza di una storia non è solo nella sua capacità di tenere avvinti, sta anche nell’essere scritta, cioè di rimanere impressa nella nostra memoria, ricordata, finendo, man mano che le pagine scorrono, per diventare qualcosa di familiare. I personaggi ci accompagnano, assumono via via una fisionomia sempre più precisa, scandita dalle vicende ma anche dalle singole parole che essi pronunciano, dai sottintesi che lasciano immaginare, dalle sorprese che preannunciano, dai risvolti impensabili della medesima storia, mai truculenta né orrifica, ma sempre garbata e raffinata.

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