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L’acqua divina dell’arte non abbisogna di spiegazioni. Non si può lavare l’acqua. Un’elaborazione poetica è anche un luogo fisico di produzione di senso filosofico, somma di incontri e scontri, ricordi e consapevolezze, oltre a quanto è dovuto al sogno e al desiderio. Anche tutto questo. Non tanto controllo puntuale, che viene rimandato alle occasioni specifiche della vita quotidiana, ma riscontro implicito, scuole, sistemi, tesi, posizioni, e tutto quello che sta dietro. Le incivilite miserie umane, i deliri, le cosiddette conquiste e lo sguardo fisso in avanti, senza più capacità di vedere. La poesia è azione?, non ancora o, almeno, non proprio. Realtà, relazione, questo sì.

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