Amanda Balducci
La vita in una sinfonia di colori

In bilico sull’abisso delle grandi possibilità espressive, l’autrice insegue un sogno leggendario: sposare i colori dell’arte con quelli della poesia. Sì! Non ci stiamo sbagliando, perché anche la poesia ha i suoi colori che qui in queste pagine, sono chiamati a dar di conto gli uni degli altri. La felicità che insegue, raggiungendola, l’autrice, ha il colore del lampo, mille sfumature in essa si mischiano insieme, mentre il tempo inesorabilmente scandisce il suo tic tac, ben presto ricacciato indietro. Mille esperienze devono ancora essere vissute nell’arco di questa punta di spillo, da un lato il passato che non è più e dall’altro il futuro che deve ancora arrivare.

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Marisa Parenzan
Semplicità

In tante cose la vita ci assegna un ruolo, ma quello che cerchiamo con costanza e amore, spesso tarda a venire, soffocato da desideri di possesso e di potere. Molto più raramente si presenta nelle cose che sorgono davanti ai nostri occhi come un segno particolare, e questo segno è descritto magnificamente nei versi che proponiamo al lettore. La semplicità è questo segno.

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Sofia Cassanelli
Poiesis

Come sempre Sofia ci porta via, con incredibile leggerezza e forza, senza contrasti e senza sdolcinature, ci porta con sé in un mondo che continua a raccontare la sua storia lontana, mentre gli anni passano e il mondo sembra perdere sempre più di significato. Solo i poeti possono ritrovare il bandolo della matassa e tornare a tessere quel futuro che tutti angosciosamente continuiamo a desiderare.

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Efrem Tavecchi
La terza faccia della luna

Dolorose parole acerbe, in fila, una dopo l’altra, scarne e ridondanti nello stesso tempo, attente mentre vogliono sembrare trascurate, parole che parlano e non aspettano tacendo, parole che ripropongono l’eterno dilemma dell’esistenza: perché qui e non altrove? Leggerle e rileggerle, bisogna, queste poesie, appassionate e silenziose come se volessero tenere lontana una sensazione di vuoto, una profonda dilagante tendenza verso il nulla, perfino verso la negazione del proprio consistere in quanto visione melanconica del documentare, del ripetere le misurazioni stanche del perimetro dentro cui si consuma la vita nella sua quotidianità negativa.

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