Roberto Maestri
I versi che non ho scritto

Un viaggio poetico che si muove come il mare: onde che tornano, immagini che affiorano, tracce che restano. In sei parti – sei rintocchi, sei movimenti – Roberto Maestri accompagna il lettore dentro un tempo che non scorre in linea retta, ma si raccoglie nell’istante e si accende verso l’infinito.

Qui nulla si racconta davvero: si accenna, si brucia, si lascia accadere. Un volto, una città, una ferita, una notte, tutto resta in bilico, come trattenuto un momento prima di dissolversi.

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Roberto Maestri
Blu temporale Trilogia di Trieste

Tre racconti che, pur distinti per intreccio e atmosfere, convergono su un tema centrale: l’instabilità del reale, la tensione tra ciò che crediamo solido e ciò che si sfalda sotto i nostri occhi. Trieste e il Carso, terre di confine e di silenzi antichi, diventano sfondo e protagonisti simbolici: ogni molo, vicolo, dolina o grotta si trasforma in soglia, limen tra il desiderio di governare il tempo e la consapevolezza di esserne travolti. Il blu, colore e abisso, è il richiamo ad una profondità che non si lascia mai possedere del tutto.

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Roberto Maestri
Ero destinato a qualcos'altro

Un tempo non mi curavo
degli spazi d’attorno
tutto preso com’ero
da una vita per sempre.

La poesia è bambina. Non ammette confini, abbraccia la polivalenza dei significati, sfugge a qualunque morso della ragione. Sa di avere enormi spazi in cui volteggiare e non ammette approdi definitivi.

Attraverso le parole dell’autore riconosco ferite e intravedo sogni, sposto lo sguardo quando certe immagini mostrano il volto di un fanciullo, vago fra sentimenti, atlanti, passi, tramonti e ritorni. I suoi slanci sollecitano i miei, i suoi ricordi parlano alle sponde straniere che risiedono in me e come ogni traccia scolpita, ogni poesia, è avvolta in un silenzio mormorante.

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