A cura di Alessandro Paronuzzi
Viva la bora Un'antologia triestina

La bora è il vento che più di ogni altro definisce Trieste. «Senza la bora la città perderebbe il suo più autentico marchio di fabbrica»: non è solo un’immagine efficace, ma una realtà che attraversa la vita quotidiana e l’immaginario collettivo.

Nasce così l’idea di questa antologia: raccogliere le molte voci che, nel tempo, hanno provato a raccontare questo vento così presente e riconoscibile. Una ricerca che ha portato a mettere insieme testi diversi per lingua, tono e provenienza.
Poesie di autori noti accanto ad altri meno conosciuti, senza gerarchie. Non un repertorio completo, ma un percorso possibile tra i “cantori della bora”.

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AA. VV.
Charta Sporca n. 38

Chiudete gli occhi e leggeteci. O meglio, teneteli spalancati sotto le palpebre, quelle membrane che trattengono a malapena il malessere, o il piacere, traboccanti. Tutto, comprese queste poche parole che servono solo a farci incontrare, sorge nell’oscurità profonda e immensa del corpo che siamo.

Chiudete gli occhi ora, toccateci. Abbiamo cose da dirci che sono carezze, spinte, sporco da scambiarci attraverso le mani, pugni da stringere nella lotta, braccia che si cercano e allacciano per far fronte comune contro chi ci vorrebbe privi di qualsiasi traccia di vita, simili alle macchine perfettamente controllate dall’IA che lavorano in silenzio nel buio delle dark factories. Immaginate ora questo buio spettrale incendiato da un rave, da una festa di corpi, di giovani che si ribellano al pensiero calcolante di cui parlano i critici della tecnologia moderna. Immaginate un incendio solare che, dal fondo nero delle fabbriche a luci spente a cui vorrebbero ridurci i discorsi egemoni, illumini invece a giorno quanto poco di “virtuale” c’è nella povertà, nella miseria sociale e nel fascismo che dilagano oggi nella politica interna e mondiale; quanto non ci sia nulla di “impalpabile” nel disagio che tutti proviamo nell’abitare un mondo sempre più competitivo, armati solo di una benda sugli occhi e di un coltello tra i denti per pugnalare i nostri amici.

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AA VV
Curare la felicità Laboratorio di lettura e scrittura con Patrizia Rigoni

Curare è un verbo che si scioglie nelle nostre vite, negli affetti da cui siamo circondati, nella voglia di curare il nostro tempo, nella cura dei nostri animali, persino nella cura degli oggetti che ci circondano. E se curare è già parola forte, la parola felicità lo è ancora di più.

L’obiettivo di questo laboratorio, ciò che volevamo condividere e affrontare, era come imparare a tenerla vicina, la felicità, come darle attenzione, proteggerla come la cosa più preziosa che abbiamo, anche quando sembra che la nostra vita venga colpita dagli uragani.

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